Come Caricare i Cristalli e le Pietre in Cristalloterapia

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(Articolo Aggiornato il 29 Aprile 2020)


Dopo aver purificato le nostre pietre, dobbiamo provvedere al loro nutrimento (alla loro carica), in quanto alcuni tipi di purificazione (come quella del sale), possono prosciugarle energeticamente.


La carica deve essere eseguita dopo un trattamento intensivo, quando stiamo attraversando un momento difficile, quando ci sentiamo spossati o quando indossiamo un cristallo per un lungo periodo di tempo.

In questi casi potremmo comportarci come un “vampiro” nei confronti delle nostre pietre, prosciugandole di energia, più rapidamente di quanto facciamo solitamente.

 

come caricare i cristalli
Foto di Capri23auto da Pixabay

La carica può essere indicata anche nel caso in cui non abbiamo dato attenzioni alle nostre pietre per lunghi periodi (che saranno entrate in uno stato di inattività simile al nostro sonno).

Le conseguenze di una mancata carica possono portare alla devitalizzazione della pietra o un abbassamento della sua potenza energica e di conseguenza delle sue facoltà di guarire, fino alla frattura fisica della stessa.


Non è inconsueto notare l’apparizione di fratture che si formano senza motivo apparente sulla superficie dei nostri cristalli, in seguito a un periodo particolarmente impegnativo e stressante per loro.

Carica con la Luce Solare o Lunare

E’ uno dei metodi più conosciuti e più utilizzati: si lasciano i cristalli su un davanzale esposto alla luce della Luna piena o del Sole del mattino (avvolti in un panno ed evitando le ore più calde – 12:00 / 15:00) permettendo loro di assorbine le radiazioni.

Come già spiegato nel post dedicato alla purificazione dei cristalli, non tutti i cristalli amano la luce del Sole (che può tavolta rovinarli facendoli sbiadire) o la Luce lunare.

La regola generale prevede che i cristalli rossi, gialli e arancioni vadano ricaricati con la luce solare mentre quelli verdi, blu, rosa, viola, trasparenti e neri alla luce lunare.

Per la ricarica con la luce lunare sono indicate le fasi lunari di luna crescente o luna piena.

È possibile verificare la corretta esposizione consultando le schede di approfondimento delle proprietà di ciascun cristallo.

Devono evitare l’esposizione diretta del Sole (è quindi adatta la luce lunare): l’Agata dal Pizzo Blu, l’Ametista, il Quarzo Rosa, il Quarzo Ialino, l’Agata Azzurra, l’Ambra, l’Azzurrite, il Calcedonio, la Calcite, la Celestina, il Crisoprasio, la Fluorite, la Kunzite, il Lapislazzuli, la Lepidolite, la Malachite, l’Opale, il Diaspro Paesaggio, la Pietra di Luna, l’Ametrino, il Realgar, lo Smeraldo, il Turchese, lo Zaffiro.

Carica con la Drusa di Ametista

Possiamo impiegare una drusa di Ametista o di Quarzo Ialino per ricaricare i nostri cristalli, adagiandoli sopra la sua (evitando di coprire la parte in rilievo in cui si sono formati dei cristalli più grandi, punto da cui sgorgano le energie autorigeneranti delle nostre druse).


Possiamo lasciarli riposare una notte in casi non gravi, mentre almeno due giorni saranno adatti per ricaricare cristalli più compromessi.

A seconda delle dimensioni della drusa, è possibile ricaricare più di un cristallo alla volta (a meno che non abbia dimensioni considerevoli, è meglio non ricaricare più di due cristalli a volta, in tal caso raddoppiare il tempo di rigenerazione previsto).

Carica con la Terra

La terra non rappresenta solamente un efficace mezzo di purificazione per i cristalli, costituisce anche uno straordinario ventre materno per loro.

Infatti i cristalli si ricaricano completamente a contatto con la terra, a patto che siano presenti delle piante: la terra a contatto con le piante è ricca di vita, è vitalizzata e cede questa energia alle pietre.

Le piante riproducono sul piano sottile la fotosintesi clorofilliana, assorbendo le energie negative che trasformano in positive e rilasciano quelle positive, poi assorbite dalle pietre tramite la terra.

Poiché la terra svolge anche un’azione purificante nei confronti delle pietre, questo metodo è da evitare nel caso in cui una pianta sia malata o esile, in quanto se già debilitata o se la pietra è troppo carica di energie negative, può subire un forte contraccolpo che può portarla a morire velocemente.

L’unica controindicazione può essere data dalla possibilità, che il cristallo si sporchi di terra: nel caso in cui abbiate una pietra che non volete che si sporchi, inseritela in un sacchetto di tessuto prima di adagiarla sul terreno.

Carica con la Piramide

Qualora siamo in possesso di un modellino di piramide vuoto all’interno, possiamo lasciare al suo interno la nostra pietra per far si che venga ricaricata dalle energie cosmiche.

L’energia di cui la pietra sarà impregnata, sarà molto particolare in in quanto si tratta di energia proveniente dal cosmo, grazie alla capacità della piramide di fungere da catalizzatore.Dovrebbe essere utilizzata una piramide che rispetti le proporzioni della piramide di Keope, orientando una delle facce della piramide verso nord.

I cristalli possono essere posti sotto la piramide per una notte intera (preferibilmente non oltre).

Non bisogna purificare con la piramide l’Opale, per via dell’emissione di verde negativo delle piramidi (una determinata vibrazione che tende a mummificare persino i cibi), che rovinerebbe l’Opale per via della disidratazione a cui sarebbe esposto.

Carica con le Punte di Quarzo Ialino

Disporre intorno al cristallo da ricaricare, 4 punte di Quarzo Ialino biterminato orientate verso la pietra da ricaricare e disposte secondo i 4 punti cardinali.

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101 commenti

  1. Salve una piccola informazione volevo sapere… Ma quando io espongo le pietre per ricaricarle con la luna, è indifferente se le lascio esposte dentro casa ma alla finestra? O devo metterle fuori?

  2. Ciao Andrea, mi sto avvicinando ora per la prima volta a questo mondo e volevo tue delucidazioni riguardo un punto. La drusa di ametista che si usa come metodo per caricare i cristalli, va a sua volta purificata e caricata?

    1. ciao GiGi, ottima domanda: la drusa di Ametista è in grado di purificarsi e ricarcaricarsi da sola, in ogni drusa è presente una punta più grande delle altre o una zona in cui ci sono dei cristalli raggruppati in rilievo rispetto agli altri: quello è ciò che chiamo “il polmone della drusa” ovvero il punto attraverso il quale la Drusa emette energia purificandosi e rigenerandosi automaticamente e non deve essere coperto dalle pietre.

      Occasionalmente può essere lasciata sotto un filo di acqua fredda per un minuto, ma ti confermo che tendenzialmente non è necessario, in quanto è autorigenerante. Ciao!!

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